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Report: NICO VASCELLARI - BUS DE LA LUM - Roma, Monitor.
Bus de la Lum (il cui significato nel dialetto locale, evocativo e misterioso, letteralmente Buco della Luce) prende il nome da una grande gola naturale nel cuore della foresta dell'Altopiano del Cansiglio, luogo poco distante dallo studio dell'artista e già teatro di sue performance e indagini. Difficile distinguere, per chi coraggiosamente volesse inoltrarsi nel Bus de la Lum, tra realtà e fantasia, tra la tranquillizzante visione della natura e la sua altrettanto meravigliosa terribilità.Il legame con i luoghi natii è da sempre uno degli elementi portanti della ricerca dell'artista veneto. Questo senso di appartenenza ad una radice atavica, quasi inscindibile dalla carica emotiva che ne pervade i lavori, è stato negli anni interpretato da Vascellari con un vigore sempre nuovo e crescente, nel tentativo di instaurare con la natura una corrispondenza di sensi che ne coglie la poetica, la forza intrinseca, la potente drammaticità.
marcel di portofino , 15/10/2011
IooI
Luca Rossi, 12/10/2011
Molto meglio quando recupera le sue origini e ci gigioneggia su in modo straruffiano: prima ci massacra con il glam feticcio "alla ket moss" e poi, deluso,ci propone le sue origini...un po' facile. Ha esordito con lavori che univano un punk prevedibile all'idea di artista e di opera feticcio anni 80. E ora ci propone l'arte povera 2.0 con il recupero delle sue origini??? Dai su...

Il suo picco quando ha vinto a trento il festival della performance con concerto tenuto su da sua famiglia...in ogni caso vascellari ha goduto di una straesposizione (TUTTA ITALIANA) abbastanza ridicola rispetto un linguaggio che unisce al concertino punk di provincia l'eredità dell'arte povera (anche penone andava per boschi a recuperare cavità..no?)....

In italia abbiamo bisogno di essere sempre rassicurati con giovani artisti che remixano al meglio ingredienti già digeriti: barney, lady gaga, arte povera, bock. Sì, siamo giovani, siamo internazionali.....avrei voluto vedere se avesse esordito con lavori sulle sue origini. Invece per esordire kate moss, concertino punk e rituali alla barney.

La resa delle sculture non regge assolutamente il racconto (perchè vascellari non fa film???), sembrano le scenografie fatte maluccio di un musical horror. Il racconto prevale e annienta il dato formale, perchè non fare film o libri??? Non ci sono figure antropomorfe, sono frittate di bronzo cadute al suolo...


Questi sono i frutti di un sistema che non approfondisce e in cui NON esiste critica d'arte argomentata. Risultato: bassa qualità e ,nel migliore dei casi, incroci tra arte povera e barney, appunto. Il primo che dovrebbe incavolarsi di questo dovrebbe essere lo stesso vascellari.

luca rossi
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