28 agosto 2026

Garfield sulle spiagge della Bretagna: un corto racconta 40 anni di plastica restituita dal mare

Un corto racconta la storia dei telefoni Garfield che da oltre quarant’anni riemergono sulle spiagge della Bretagna, simbolo dell’inquinamento marino

di Redazione

Garfield sulle spiagge della Bretagna: un corto racconta 40 anni di plastica restituita dal mare

Da oltre 40 anni, sulle coste della Bretagna, il mare continua a restituire pezzi di un oggetto tanto riconoscibile quanto improbabile: un telefono di plastica a forma di Garfield. A raccontare questa storia è Silly Little Plastic Cat, cortometraggio del fotografo e regista Zack Grant, fondatore dello studio di produzione 2020 Land.

Il film conduce lungo il tratto di costa francese dove, a partire dalla metà degli anni Ottanta, gli abitanti hanno iniziato a trovare sulla spiaggia frammenti arancioni appartenenti a telefoni ispirati al celebre gatto dei fumetti. Per anni l’origine di questi oggetti è rimasta un piccolo mistero locale, fino alla scoperta, avvenuta alcuni anni fa, di un container caduto in mare durante il trasporto di migliaia di esemplari.

Il naufragio risale al 1984. Da allora, le correnti continuano a riportare a riva parti dei telefoni, facendo diventare Garfield in una presenza ricorrente nel paesaggio costiero bretone e, in qualche modo, una mascotte involontaria delle attività di pulizia delle spiagge.

Dietro l’aspetto quasi surreale della vicenda, Silly Little Plastic Cat mette a fuoco un problema urgente. Ogni anno centinaia di container vengono persi durante il trasporto marittimo e solo una parte viene recuperata. Nel 2025, secondo i dati citati nel progetto, quasi 1500 container sono finiti in mare e meno del 10% è stato recuperato.

Il corto utilizza così la storia dei telefoni Garfield per rendere visibile la persistenza dei rifiuti dispersi negli oceani. Un singolo carico perso 40 anni fa continua ancora oggi a riaffiorare lungo la costa, mostrando quanto a lungo la plastica possa restare all’interno degli ecosistemi marini.

Nel film trovano spazio anche le iniziative degli abitanti e delle associazioni impegnate nella tutela del territorio, dalle attività di pulizia promosse con Surfrider Foundation ai progetti dedicati al recupero e alla rigenerazione degli oggetti. «Siamo al cento per cento responsabili dell’attuale situazione climatica e dell’inquinamento», osserva uno degli attivisti intervistati, «ma siamo anche parte delle soluzioni».

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