Thermal Alchemy: il viaggio nelle acque di Sara Bonaventura, tra Biennale Arte e UNESCO
Thermal Alchemy di Sara Bonaventura porta le acque termali dei Colli Euganei alla Biennale Arte 2026, con un'opera video presentata all'UNESCO di Venezia
di Redazione
Un’immersione nelle origini della vita, tra geologia, archeologia e memoria dell’acqua. È Thermal Alchemy, l’opera video dell’artista Sara Bonaventura, presentata nell’ambito della mostra Water Dream Memory a Palazzo Zorzi, sede dell’Ufficio UNESCO a Venezia, in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Il progetto nasce dalla residenza Challenge 11 – Re-imagining Water e prende forma nelle acque di Y-40 The Deep Joy, la piscina termale più profonda al mondo, a Montegrotto Terme. Qui la performance subacquea dell’apneista Julie Gautier, ripresa da Florian Fischer (Behind The Mask), interpreta simbolicamente la figura di Reitia, antica divinità venetica delle acque e della cura, trasformando il gesto performativo in un rituale di riconnessione con il paesaggio termale dei Colli Euganei.
Attraverso immagini che intrecciano ricerca scientifica e linguaggi visivi, Thermal Alchemy propone una riflessione sul termalismo come patrimonio naturale e culturale, ispirandosi alle più recenti teorie dell’astrobiologia e al profondo legame tra l’acqua e l’origine della vita. Selezionata dal Global Network of Water Museums (WAMU+NET), iniziativa dell’UNESCO-IHP, l’opera si inserisce nel progetto europeo S+T+ARTS Aqua Motion, che promuove nuove forme di consapevolezza sul valore dell’acqua attraverso il dialogo tra arte, ricerca e sostenibilità ambientale.
«Ispirata alle più recenti teorie in astrobiologia, infatti, che identificano le sorgenti termali primordiali come la culla biochimica della vita, la narrazione ripercorre la storia del Pianeta in 15 minuti. Dall’emergere della vita anaerobica e aerobica nell’oceano ancestrale ai segreti dell’endosimbiosi, riscopriamo nei cianobatteri dei fanghi Euganei i testimoni primordiali di un’epopea biologica ininterrotta», spiega Sara Bonaventura, artista che opera all’intersezione tra media visivi e tecnologie emergenti. «Il circuito delle acque termali viene inteso non solo come un fenomeno geologico, ma come un rituale di guarigione radicato nel genius loci dei Colli. Le sorgenti emergono come un’alchimia termale sprigionata da vulcani senza crateri: un ponte liquido tra la memoria delle rocce e la nostra stessa matrice. In collaborazione col Museo del Termalismo Antico e del Territorio di Montegrotto, questo percorso proseguirà coinvolgendo la comunità locale: un invito a percepire il termalismo come un abbraccio cosmico, dove l’acqua che scorre oggi è la stessa che, per miliardi di anni, ha custodito e rigenerato il mistero della vita».
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