16 settembre 2022

24vids x Ibrida #10. Rodrigo Gomes, Ultraviolet Garden

Ibrida, Festival di Arti Intermediali, presenta 24vids, una selezione di opere audiovisive realizzate da autori internazionali, in esclusiva per exibart: Rodrigo Gomes, Ultraviolet Garden

di Redazione

24vids x Ibrida #10. Rodrigo Gomes, Ultraviolet Garden

Incentrato sulle ricerche e sulle sperimentazioni dei videoartisti internazionali più interessanti, 24vids è la prosecuzione, lungo altre coordinate geografiche, di 52vids, progetto presentato da exibart e Ibrida, Festival delle Arti Intermediali nato nel 2015, curato da Vertov Project e dedicato alla cultura della video arte e alla sperimentazione visiva. Per questo nono appuntamento, presentiamo Ultraviolet Garden, opera realizzata da Rodrigo Gomes nel 2018.

 

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Rodrigo Gomes x 24vids

«In “Ultraviolet Garden”, gli oggetti sono posizionati su una scacchiera come pezzi di un gioco di strategia in cui obiettivi, videocamere e lenti di ingrandimento sono componenti che riflettono le immagini trovate di un omicidio avvenuto il 12 luglio 2007. In questa data due giornalisti della Reuters morirono a causa dei teleobiettivi dalle loro telecamere, che furono scambiati per due armi durante l’attacco aereo dell’esercito statunitense contro il distretto di New Baghdad», così scrive Davide Revés, in un testo su Ultraviolet Garden incluso in “Hallo Excentrico”, un volume sull’opera dell’artista. «Nei tre anni successivi, la Reuters ha provato accedere ai video dell’attacco attraverso la legge sulla legge sulla libertà di informazione, ma senza successo. Il 5 aprile 2010, il video è diventato pubblico con il nome di Collateral Murder, tramite Wikileaks».

«In Ultraviolet Garden, una breve narrazione è il mezzo per raccontare una storia molto più ampia e dispiegare varie possibilità di significato: da un lato, l’opera racconta la tecnologia di un sistema che controlla le immagini, dall’altro, la mano dell’artista esegue come se le immagini del mondo si muovessero come pezzi degli scacchi, seguendo una strategia incentrata sulla “cattura” di un corpo, tranne per il fatto che ciò che cattura è un vero corpo fisico e forse più corpi, rispetto a quelli “catturati” dal sistema di immagini. Le immagini non proteggono più la carne, né consentono la formazione di un corpo».

«Ultraviolet Garden si presenta come una coreografia di corpi distrutti. La metafora di un giardino con corpi distrutti come semi apre una denuncia di qualcosa che può essere chiamato un sistema di visibilità e invisibilità che rafforza un regime di controllo che opera attraverso l’immagine. L’immagine è quindi un modo di esercitare e perpetuare una posizione di potere, una via che certamente racchiude dimensioni maggiori di quelle raggiunte dalle tecniche e dalla tecnologia di imaging in generale. Tuttavia, è attraverso i dispositivi tecnologici dell’esercito che essi impongono un re-strutturazione dello spazio-tempo reale, generando uno spazio-tempo per le proprie azioni, manipolare la realtà attraverso l’editing delle immagini. Un corpo aggrovigliato in un sistema di questo tipo è un corpo in eccedenza, infra-necessario, il cui unico valore è un correlato informativo in una topografia di dinamiche fisse. Il corpo diventa irrilevante. La sua irrilevanza è già presente nella specificità di questa registrazione videografica, che è sfuggita alla rete di controllo che la conteneva e la produceva e che ci mostra corpi che vengono annientati con la stessa facilità dei personaggi dei videogiochi. Ma l’irrilevanza si fa sentire anche in altre fughe di informazioni più recenti come, ad esempio, quelle messi in moto da Edward Snowden quando ha rivelato l’esistenza di alcuni programmi di vigilanza informatica statunitensi che utilizzano i server di Google, Apple, Microsoft, Facebook o Youtube, sia negli Stati Uniti che all’estero».

Biografia

Rodrigo Gomes è un media artist nato a Faro, in Portogallo, nel 1991. Lavora nei settori della scultura audiovisiva, del live performance visual e audio e dei new media. La sua ricerca esplora, in particolare, lo spazio tra le entità digitali e fisiche, creando una relazione ibrida tra architettura, scultura e arti visive, con contenuti generati da computer e sistemi di machine learning.

Ha partecipato a mostre collettive e personali, come Whispering Mirrors, a cura di David, al Carpintarias de São Lázaro (Portugal, 2021), 19th Media Art Biennale WRO (Poland, 2021), Alternative Film/Video Festival in Belgrade (Serbia, 2020), Video Art Miden Festival (Greece, 2020), Satellite Art Show NYC (USA, 2019), 18th Media Art Biennale WRO in Wroclaw (Poland, 2019), “After the Bang” in Galeria Municipal do Porto (Portugal, 2019), “Aspekt! Aspekt!” at the WRO Art Center (Poland, 2019), “How to deposit images on a bank” in Appleton Box (PT, 2018), Sonae Media Art Award at the National Museum of Contemporary Art (PT, 2017).

Nel 2021 ha vinto il D-Normal V-Essay Floating Points Award a Hong Kong, nel 2020 il Black Raven Award del The New Art Fest, nel 2018 il Prémios Novos – Visual Arts e nel 2017 il Sonae Media Art Award. Nel 2019 ha ricevuto un premio dalla Calouste Gulbenkian Foundation.

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