Come nasce una Blackwing, la matita diventata leggenda tra artisti e scrittori
Dalla grafite giapponese al cedro della California: un video mostra come vengono realizzate le celebri matite Blackwing
di Redazione
In un’epoca in cui gran parte della scrittura, del disegno e della progettazione passa attraverso schermi, software e dispositivi digitali, la matita continua a conservare una qualità difficilmente sostituibile: quella del rapporto diretto tra mano, materia e pensiero. Tra gli strumenti che meglio raccontano questa persistenza dell’analogico c’è la Blackwing 602, nata negli Stati Uniti nel 1930 e diventata nel tempo un oggetto quasi leggendario per generazioni di artisti, scrittori, musicisti e illustratori.
Il suo tratto morbido, scuro e immediatamente riconoscibile ha accompagnato alcuni momenti fondamentali della cultura del Novecento. Leonard Bernstein la utilizzò per comporre West Side Story, John Steinbeck per scrivere La valle dell’Eden, Vladimir Nabokov per lavorare a Lolita, mentre il premio Oscar Chuck Jones la impiegò per disegnare personaggi entrati nell’immaginario collettivo come Bugs Bunny.
Dietro un oggetto apparentemente semplice c’è però un processo produttivo lungo e accurato, che coinvolge competenze e lavorazioni distribuite tra Giappone e California. Le mine di grafite vengono preparate in stabilimenti specializzati in Giappone e poi inserite tra sottili listelli di legno di cedro della California. Da qui la matita prende progressivamente forma: viene tagliata, rifinita nella caratteristica sezione esagonale, verniciata e marchiata. A seconda del modello, può ricevere fino a dieci strati di lacca prima di raggiungere il colore e la finitura definitivi. L’ultima fase avviene a Stockton, in California, dove viene applicata la celebre gomma piatta, uno degli elementi più riconoscibili del design Blackwing. Ogni matita viene poi controllata a mano e confezionata.
Il video mostra da vicino tutte queste fasi, trasformando la produzione di una matita in un piccolo racconto sulla precisione, sulla materia e sul tempo necessario per costruire uno strumento destinato alla creatività. Un oggetto essenziale che, nonostante l’avanzata del digitale, continua a ricordare quanto spesso un’idea inizi ancora da un semplice segno sulla carta.
Altri video
Garfield sulle spiagge della Bretagna: un corto racconta 40 anni di plastica restituita dal mare
Un documentario per raccontare Pietro Lista: parte il crowdfunding
NOTTE porta Piero Manzoni al cinema: online il trailer di Domani chi sa