04 novembre 2026

The Powers: A Life in Art, il documentario sui collezionisti della Pop Art

Un nuovo documentario ripercorre la storia dei collezionisti John e Kimiko Powers e i loro rapporti con Warhol, Lichtenstein, Oldenburg e gli altri protagonisti della Pop Art

di Redazione

The Powers: A Life in Art, il documentario sui collezionisti della Pop Art

La storia di John e Kimiko Powers, tra i protagonisti della scena artistica americana del secondo Novecento, arriva sullo schermo con The Powers: A Life in Art, documentario diretto da Tyler Oliver. Il film ricostruisce il loro rapporto con alcuni degli artisti che segnarono l’affermazione della Pop Art e dell’arte americana degli anni Sessanta, da Andy Warhol a Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg, James Rosenquist, Jasper Johns e Christo. John e Kimiko furono amici e interlocutori diretti di molti di questi autori, seguendone il lavoro quando era ancora lontano dalla consacrazione critica e di mercato. Il documentario approfondisce proprio questa dimensione personale, fatta di frequentazioni, scambi e fiducia nel proprio sguardo.

Archivi e conversazioni inedite

Uno degli elementi centrali del progetto è l’uso di materiali provenienti dagli archivi personali della coppia, insieme a interviste e conversazioni mai viste prima con Warhol, Lichtenstein, Rauschenberg, Oldenburg, Rosenquist e Christo. Il film restituisce così dall’interno un momento decisivo della storia dell’arte americana, quando molte delle ricerche oggi considerate canoniche erano ancora oggetto di diffidenza e discussione. «Art is an awareness of life», amava dire John Powers, una frase che diventa una delle chiavi di lettura del documentario.

Da New York al Colorado

Nel momento di maggiore centralità nella scena artistica newyorkese, John e Kimiko Powers decisero di trasferirsi in Colorado. La loro casa divenne un luogo nel quale le opere entravano nella vita quotidiana e uno spazio d’incontro per artisti e amici. Da questa esperienza il film sviluppa una riflessione più ampia sull’attenzione e sullo sguardo: tornare sulle opere nel tempo, discuterle e condividerle.

Il percorso dei Powers viene così raccontato attraverso le relazioni costruite intorno all’arte e il modo in cui quell’esperienza è stata trasmessa alle generazioni successive, fino alla nascita di un museo sulle montagne del Colorado.

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