Gabriella Belli racconta Meditations, la grande mostra di Josef Albers a Villa Panza di Varese
In questa intervista Gabriella Belli presenta "Meditations", la mostra dedicata a Josef Albers e curata da Nicholas Fox Weber, a Villa Panza di Varese
di Redazione
Dal 9 aprile 2026 al 10 gennaio 2027, Villa e Collezione Panza a Varese ospita Josef Albers: Meditations, mostra promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e dalla Josef & Anni Albers Foundation. Curata da Nicholas Fox Weber, Executive Director della Fondazione Albers, l’esposizione nasce da un invito di Gabriella Belli, curatrice della Programmazione Scientifica di Villa Panza, e riunisce 29 opere del maestro tedesco provenienti da importanti collezioni pubbliche e private europee e statunitensi.
Il progetto rappresenta una delle più ampie occasioni recenti per approfondire la ricerca di Josef Albers, artista che ha dedicato gran parte della propria carriera allo studio della percezione visiva e delle relazioni tra i colori. In mostra sono presenti opere appartenenti alle celebri serie Variant/Adobe e Homage to the Square, accanto a lavori raramente concessi in prestito, provenienti dalla Josef & Anni Albers Foundation, dal Guggenheim di Venezia, dal Musée d’Art Moderne di Parigi e da altre raccolte internazionali.
Meditations è concepita come un percorso esperienziale costruito in dialogo con gli ambienti della villa. Le 29 opere occupano le otto sale del primo piano affacciate sul parco, instaurando un confronto diretto con gli spazi della casa-museo e con la collezione voluta da Giuseppe Panza di Biumo. L’allestimento riflette una convinzione condivisa da Albers e Panza: opere nate in epoche, contesti e linguaggi differenti possono acquisire nuovi significati quando vengono poste in relazione tra loro. Da questa prospettiva nasce un itinerario che invita il visitatore a esercitare lo sguardo, osservando come il colore muti continuamente in funzione delle relazioni che instaura con le altre superfici.
Il percorso si apre con una serie di opere dominate da bianchi e gialli luminosi, tra cui Lone Whites (1963), Dimly Reflected (1963), Ascending (1962) e Polar (1963), nelle quali sottili variazioni tonali modificano la percezione dello spazio pittorico. Le sale successive introducono progressivamente contrasti più marcati tra aranci, rosa, blu e tonalità fredde, fino ad arrivare alle composizioni più intense, caratterizzate da grigi, bruni e neri, come Night Sound (1968), Dark (1947) e Profundo (1965).
Tra i prestiti di maggiore rilievo figurano Orange Front, proveniente dal Guggenheim di Venezia, un Homage to the Square del Musée d’Art Moderne di Parigi e Dark, opera conservata dalla Josef & Anni Albers Foundation e raramente esposta al pubblico. Completa la mostra una sezione audiovisiva dedicata al metodo di lavoro dell’artista, che approfondisce il suo approccio sperimentale alla pittura e all’insegnamento.
Come sottolinea il presidente del FAI Marco Magnifico, la mostra nasce dall’idea che le grandi serie realizzate dagli artisti costituiscano altrettante variazioni capaci di ampliare progressivamente la comprensione della loro ricerca. Riunire ventinove opere di Albers negli spazi della villa rappresenta, secondo Magnifico, un progetto reso possibile dalla collaborazione tra il FAI, Gabriella Belli e la Josef & Anni Albers Foundation.
La mostra è inoltre dedicata alla memoria di Maria Giuseppina Panza di Biumo, ricordata per il suo impegno a favore di Villa Panza e della sua collezione, che insieme alla famiglia ha contribuito ad arricchire con la donazione dell’opera Cone of Water di Meg Webster, oggi installata nel cortile monumentale della villa.
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